ARTICOLO

GREEN PASS E LAVORATORI: COSA CAMBIA NEL MONDO DEL LAVORO?

di Pasquariello & Partners

Scritto da Francesco Pasquariello

9 Settembre 2021

 

Da mercoledì 1° settembre 2021 è entrata in vigore la fase esecutiva del green pass, che di fatto lo ha reso obbligatorio, oltre che per accedere a gran parte delle attività al chiuso (quali ristoranti, palestre, cinema, mostre, sagre, centri culturali e sociali, piscine e centri termali al chiuso, eventi, convegni e congressi), anche per l’accesso alle scuole, le università ed i trasporti. Trattasi tuttavia di una obbligatorietà a macchia, in quanto prevede che per le scuole siano in possesso del certificato verde il personale docente e quello amministrativo. Al contrario non vi è obbligo per gli studenti; negli atenei universitari, invece, la richiesta di esibire un green pass valido è estesa anche agli allievi che vogliano seguire le lezioni o sostenere gli esami. Per quanto concerne i trasporti (con esclusione dei trasporti regionali) sono obbligati ad esibire la certificazione vaccinale i passeggeri, mentre non è previsto alcun obbligo per il personale, conducenti, controllori, assistenti di volo e così via. Ci si potrebbe trovare ,dunque, in una paradossale situazione in cui il personale , come per i ristoranti, di avere sedute ai tavoli persone con green pass, servite da camerieri ed addetti di sala senza green pass, così sui mezzi di trasporto, conducenti, assistenti e controllori privi di certificazione dovranno verificare che si imbarchino solo soggetti regolarmente in possesso del documento.

Innanzi tutto è bene ricordare che obbligo di vaccinazione ed obbligo di possedere ed esibire un green pass in corso di validità, non sono la stessa cosa, ed è ciò che crea una difficoltà operativa in quasi tutti i settori, con particolare riferimento a quello scolastico, dove è impensabile che un lavoratore sprovvisto di green pass possa effettuare un tampone di controllo ogni 48 ore per poter accedere alle strutture scolastiche. Ricordiamo che in caso di mancanza della certificazione verde, il personale scolastico non potrà essere ammesso sul luogo di lavoro, e dopo cinque giorni di assenza per tale motivo, che verrà considerata ingiustificata, verrà sospeso dalla mansione lavorativa e dallo stipendio. In questo caso specifico, il controllo della misura è affidato ai dirigenti scolastici ed ai responsabili dei servizi ed è stata predisposta una piattaforma automatizzata per il controllo dei green pass collegata al data base nazionale, su cui il Garante per la Protezione dei dati personali con parere 9694010 si è espresso favorevolmente sull’utilizzo di tale piattaforma, che rispetta i requisiti privacy previsti dal Reg. UE 679/2016 relativamente al principio di minimizzazione dei dati, alla sicurezza degli stessi ed al personale autorizzato ad effettuare la verifica. Ma cosa accade invece per tutte le altre categorie di lavoratori? È lecito che il datore di lavoro imponga ai propri dipendenti l’esibizione del green pass o addirittura l’obbligo vaccinale? Allo stato dei fatti non c’è alcuna legge che lo preveda, ma la situazione si sta evolvendo molto velocemente in tal senso ed è probabile che nei prossimi giorni ci saranno ulteriori risposte in tal senso. Intanto iniziano ad esserci le prime pronunce giuridiche in riferimento alla disciplina. Infatti il 24 agosto scorso la CEDU ha respinto le richieste di provvedimenti cautelari presentate dai vigili del fuoco francesi in seguito all’entrata in vigore di una normativa sostanzialmente identica a quella italiana, stabilendo che l’obbligo del green pass non viola alcun diritto fondamentale.
Ed ancora, è recente la decisione del TAR del Lazio che con i decreti monocratici n. 4531/2021 e 4532/2021 ha respinto i ricorsi del personale scolastico che chiedevano la sospensione dei provvedimenti adottati dal ministero dell’Istruzione in merito al green pass, ritenendo corretta la sanzione della sospensione e stabilendo che venga addebitata ai docenti il costo dei tamponi, poiché il diritto a non vaccinarsi non è assoluto e non è intangibile, in quanto deve essere bilanciato e contemperato con altri diritti della collettività. Infine, le sentenze di diverse Tribunali di merito (Tribunali di Modena, 23 luglio 2021, Verona, 24 maggio 2021, Belluno, 19 marzo 2021, Roma 31 agosto 2021) hanno ritenuto legittimo che il datore di lavoro sospenda dalla mansione e dallo stipendio i propri dipendenti non in possesso di green pass, in quanto esercizio di quel potere-dovere di tutela della sicurezza sui luoghi di lavoro di cui il datore stesso è investito, sancito dall’art. 2087 del codice civile. Sembra quindi che la strada verso l’obbligatorietà del green pass sui luoghi di lavoro e dunque,  dell’obbligo vaccinale dei dipendenti, sia pienamente tracciata e che sia ormai solo questione di tempo per vederla pienamente attuata.

A tal proposito,  il Parlamento sta votando la conversione in legge del decreto entrato in vigore il 6 agosto e oggi il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo decreto che impone la certificazione per i lavoratori della scuola, dell’università e le Rsa. Nelle Rsa scatta l’obbligo vaccinale dal 10 ottobre per chi accede alle strutture Rsa per lavoro.

Di seguito tutte le categorie che già hanno l’obbligo e quelle che invece lo avranno nelle prossime settimane.

Per le scuole,università e RSA il decreto approvato oggi impone ai lavoratori che entrano nelle stesse il possesso del green pass. Si parla dei dipendenti delle ditte di pulizia, delle mense, di chi deve effettuare lavori di manutenzione.

Nella bozza del decreto è scritto: «Fino al 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza, al fine di tutelare la salute pubblica, chiunque accede a tutte le strutture delle istituzioni scolastiche, educative e formative deve possedere ed è tenuto ad esibire la certificazione verde. La disposizione di cui al primo periodo non si applica ai bambini, agli alunni e agli studenti nonché ai frequentanti i sistemi regionali di formazione, ad eccezione di coloro che prendono parte ai percorsi formativi degli Istituti tecnici superiori». «Nel caso in cui l’accesso alle strutture sia motivato da ragioni di servizio o di lavoro, la verifica sul rispetto delle prescrizioni», oltre che dai dirigenti scolastici «deve essere effettuata anche dai rispettivi datori di lavoro».

Nella norma specifica sulle Rsa è scritto: «Dal 10 ottobre 2021, fino al 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza, l’obbligo vaccinale previsto si applica altresì a tutti i soggetti anche esterni che svolgono, a qualsiasi titolo, la propria attività lavorativa nelle strutture Rsa».

Cosa importante è l’entrata in vigore dell’obbligo di avere il green pass per tutto il personale scolastico e universitario e per gli studenti. Il controllo è affidato ai dirigenti scolastici. La mancanza di green pass è considerata assenza ingiustificata e, a decorrere dal quinto giorno di assenza, il rapporto di lavoro viene sospeso, e non sono dovuti la retribuzione né altro compenso.

È in vigore l’obbligo in un lungo elenco di luoghi chiusi.
1) servizi di ristorazione svolti da qualsiasi esercizio per il consumo al tavolo, al chiuso.
2) spettacoli aperti al pubblico, eventi e competizioni sportivi;
3) musei, altri istituti e luoghi della cultura e mostre;
4) piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra, centri benessere, anche all’interno di strutture ricettive, limitatamente alle attività al chiuso;
5) sagre e fiere, convegni e congressi;
6) centri termali, parchi tematici e di divertimento;
7) centri culturali, centri sociali e ricreativi, limitatamente alle attività al chiuso e con esclusione dei centri educativi per l’infanzia, compresi i centri estivi, e le relative attività di ristorazione;
8) attività di sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò;
9) concorsi pubblici.

Dal 1° settembre il green pass è inoltre obbligatorio per treni a lunga percorrenza, aerei e navi. Su Tav, Intercity o un Intercity notte, è obbligatorio esibire la certificazione verde. L’addetto alle Ferrovie verifica il possesso del certificato. Anche nel caso di navi e traghetti interregionali tutti i passeggeri devono avere il green pass. La capienza è fissata all’80%. Fanno eccezione i collegamenti marittimi dello Stretto di Messina che, pur essendo tra due regioni diverse, seguono le regole previste per il trasporto pubblico locale. Oltre che per i voli internazionali, anche per le tratte nazionali è obbligatorio avere il green pass. La verifica è a carico dei vettori aerei e dei loro delegati.

Per salire a bordo degli autobus che collegano più di due regioni e che effettuano tratte turistiche più lunghe e su quelli per servizi di noleggio con conducente è necessario esibire la certificazione verde Covid-19. La capienza è fissata così all’80% (prima dell’obbligo del green pass era al 50%).

Con una Faq, risposta a domande frequenti, il governo ha chiarito che l’obbligo vale anche per le mense aziendali.
«Per la consumazione al tavolo al chiuso i lavoratori possono accedere nella mensa aziendale o nei locali adibiti alla somministrazione di servizi di ristorazione ai dipendenti, solo se muniti di certificazione verde, analogamente a quanto avviene nei ristoranti. A tal fine, i gestori dei predetti servizi sono tenuti a verificare le certificazioni verdi.

 

Sempre con una Faq il governo ha chiarito le procedure per gli alberghi che sono diverse per i clienti e per chi invece entra soltanto per alcune attività.
1) I clienti di una struttura ricettiva possono accedere ai servizi di ristorazione offerti dalla struttura esclusivamente per la propria clientela, anche in caso di consumo al tavolo in un locale al chiuso, senza mostrare una certificazione verde.
2) I clienti di una struttura ricettiva devono avere la certificazione verde solo per quanto riguarda le attività al chiuso di piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra e centri benessere.
3) I clienti esterni hanno obbligo di certificazione verde per i servizi di ristorazione in caso di consumo al tavolo al chiuso.

Per chi accede ai centri termali esclusivamente per usufruire dell’erogazione di prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza e per le attività riabilitative e terapeutiche, non ha obbligo di certificazione verde se ha la prescrizione del proprio medico di famiglia o di uno specialista.

Da evidenziare che oggi è stato approvato il decreto che obbliga i lavoratori esterni che entrano nelle scuole e nelle Rsa ad avere il green pass. Nell’elenco ci sono i dipendenti delle ditte di pulizie, delle mense e di tutti gli altri settori per cui si ha accesso alle strutture.

La prossima settimana dovrebbe essere approvato il decreto che obbliga al possesso del green pass titolari e dipendenti dei luoghi dove c’è già l’obbligo per i clienti.
1) servizi di ristorazione svolti da qualsiasi esercizio per il consumo al tavolo, al chiuso.
2) spettacoli aperti al pubblico, eventi e competizioni sportivi;
3) musei, altri istituti e luoghi della cultura e mostre;
4) piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra, centri benessere, anche all’interno di strutture ricettive, limitatamente alle attività al chiuso;
5) sagre e fiere, convegni e congressi;
6) centri termali, parchi tematici e di divertimento;
7) centri culturali, centri sociali e ricreativi, limitatamente alle attività al chiuso e con esclusione dei centri educativi per l’infanzia, compresi i centri estivi, e le relative attività di ristorazione;
8) attività di sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò.

Per quanto attiene la Pubblica Amministrazione, il ministro Renato Brunetta spinge per far entrare in vigore l’obbligo anche per tutti i dipendenti pubblici. La norma potrebbe essere inserita nel decreto della prossima settimana o tra quindici giorni. Trattativa parallela viene condotta anche per le aziende private e la decisione sarà presa al termine del negoziato tra Confindustria e sindacati.

 

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